Vellutata di cavolfiore e porro, con crostini di segale
Le vellutate hanno il difetto di finire tutte uguali: patata, panna, dado. Questa punta sul cavolfiore arrostito invece che lessato, ed è lì che cambia il sapore — la cottura in forno gli toglie l’acqua e gli lascia una dolcezza che bollendo si perde.
Per 2 persone
- 1 cavolfiore medio, circa 600 g già mondato
- 1 porro
- 1 patata piccola, circa 100 g
- 500 ml di brodo vegetale
- 2 fette di pane di segale
- Qualche seme di finocchio
- Olio extravergine, sale, pepe nero
Come si fa
- Forno a 210 °C. Dividi il cavolfiore in cimette, condisci con un cucchiaio d’olio, sale e i semi di finocchio. Inforna 25 minuti, finché non compaiono le prime macchie scure.
- Mentre cuoce, affetta il porro sottile — la parte bianca e il primo verde chiaro — e stufalo in casseruola con poco olio e un cucchiaio d’acqua, a fuoco basso, dieci minuti. Non deve colorire.
- Aggiungi la patata a cubetti e il brodo, porta a bollore e cuoci quindici minuti.
- Unisci il cavolfiore arrostito tenendo da parte qualche cimetta, e frulla. Regola la densità con altro brodo.
- Tosta il pane di segale a cubetti in forno o in padella. Servi con i crostini, le cimette tenute da parte e una macinata di pepe.
Note
Niente panna. La patata fa già il lavoro di dare corpo, e in quantità molto piccola: serve la consistenza, non il peso.
La base si presta: con il curry diventa un altro piatto, con un cucchiaio di tahina diventa più densa e più rotonda, con lo zenzero fresco grattugiato cambia di nuovo. È la stessa pentola, quattro cene diverse.
In frigorifero tiene tre giorni. Si addensa raffreddandosi: al momento di riscaldarla, un dito di brodo o d’acqua la rimette a posto.
L’immagine di questo articolo è stata generata con l’intelligenza artificiale e ha scopo illustrativo: non ritrae il piatto realmente preparato.
Nota
Questo testo ha finalità divulgativa. Non sostituisce una visita e non è un consiglio personalizzato: le indicazioni valide per una persona possono non esserlo per un’altra.